“Porta attenzione a ciò che puoi controllare, non a ciò che temi.”

Nel calcio, come nello sport e nella vita, una parte enorme della nostra energia viene spesso spesa nel posto sbagliato.

Cosa penserà l’allenatore?
Giocherò domenica?
E se sbaglio?
E se perdo il posto?
E se deludo i miei genitori?
E se gli altri sono più forti di me?

Sono domande comprensibili. Il problema nasce quando diventano il centro dell’attenzione dell’atleta.

Perché più cerco di controllare ciò che non dipende da me, più rischio di perdere il controllo proprio di ciò che dipende da me.

Il paradosso della paura

Quando un atleta entra in campo concentrandosi prevalentemente su ciò che teme, la sua mente comincia ad anticipare scenari negativi.

Un errore non è più semplicemente un errore.

Diventa: “Adesso l’allenatore mi toglie.”

Un avversario forte diventa: “Non riuscirò a superarlo.”

Una panchina diventa: “Non crede più in me.”

Una partita importante diventa: “Non posso sbagliare.”

Ed è proprio quel “non posso sbagliare” che può trasformare un giocatore normalmente creativo, coraggioso e istintivo in un giocatore contratto, prudente e preoccupato.

La paura prende spazio.
L’attenzione si sposta dal presente al futuro.
E la prestazione ne risente.

Il vero cambio mentale: tornare al controllabile

C’è una domanda che utilizzo spesso nel lavoro con gli sportivi:

“Questa cosa dipende da te?”

Se la risposta è no, continuare a investirci energia mentale difficilmente migliorerà la prestazione.

Non puoi controllare completamente le decisioni dell’allenatore.
Non puoi controllare il giudizio degli altri.
Non puoi controllare la forza dell’avversario.
Non puoi sapere in anticipo come finirà una partita.

Ma puoi controllare come ti prepari, come reagisci, dove porti la tua attenzione, il tuo atteggiamento e cosa fai nell’azione successiva.

Questa distinzione sembra semplice.

Applicarla sotto pressione è molto più difficile.

Ed è qui che entra in gioco l’allenamento mentale.

Dall’errore alla prossima azione

Immagina due giocatori che commettono esattamente lo stesso errore.

Il primo pensa:

“Ecco, ho sbagliato ancora. Adesso cosa penseranno di me?”

Il secondo:

“Errore fatto. Cosa posso fare adesso?”

L’errore è identico.

Ciò che cambia è dove viene portata l’attenzione.

Il primo rimane mentalmente nell’azione precedente.
Il secondo torna nel presente.

Questa capacità può fare una differenza enorme, soprattutto quando aumentano livello, aspettative e pressione.

L’obiettivo non è diventare un atleta che non prova paura.

L’obiettivo è diventare un atleta capace di riconoscerla senza permetterle di decidere come giocherà.

Non serve controllare tutto. Serve governare te stesso.

La prestazione mentale non significa avere sempre pensieri positivi.

Significa imparare a scegliere dove investire la propria attenzione.

Quando senti pressione, puoi chiederti:

Cosa posso controllare adesso?

Il prossimo movimento.
La prossima scelta.
Il prossimo contrasto.
Il prossimo passaggio.
Il respiro.
Il linguaggio del corpo.
La reazione all’errore.

Il resto può esistere.

Ma non deve necessariamente guidarti.

Ed è per questo che una delle competenze più importanti che possiamo allenare in un giovane atleta è proprio questa:

“Porta attenzione a ciò che puoi controllare, non a ciò che temi.”


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La forza mentale non si costruisce leggendo una frase motivazionale una volta ogni tanto.

Si allena. Esattamente come una capacità tecnica.

Il Programma 100 Giorni MB Performance nasce per accompagnare l’atleta in un percorso concreto e progressivo per lavorare su attenzione, gestione dell’errore, pressione, emozioni, fiducia, consapevolezza e routine mentali.

Non servono ore al giorno: l’obiettivo è trasformare piccoli esercizi quotidiani in nuove abitudini mentali da portare in allenamento, in partita e nei momenti difficili.

La domanda non è: “Avrò ancora paura di sbagliare?”

La domanda è:

“Quando arriverà quella paura, saprò cosa fare?”

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Il talento ti dà possibilità.
La capacità di governarti ti permette di esprimerlo.

Coach Matteo Barberi – MB Performance

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