
Il momento più difficile è prima della soglia
Pensa a un razzo sulla rampa di lancio.
È enorme. Potente. Pieno di carburante.
Eppure, il momento in cui consuma una quantità enorme di energia è proprio all’inizio.
Deve staccarsi da terra.
Deve vincere la gravità.
Deve attraversare gli strati più densi dell’atmosfera.
Deve continuare a spingere quando sembra che tutta quella potenza serva soltanto per avanzare di pochi chilometri.
Poi qualcosa cambia.
Quando raggiunge determinate condizioni, non ha più bisogno dello stesso enorme sforzo iniziale per continuare il proprio percorso.
Ed è qui che vedo una straordinaria somiglianza con la nostra mente.
Il problema non è partire
Quante volte hai iniziato qualcosa con una motivazione enorme?
Una nuova stagione.
Un programma di allenamento.
Una dieta.
Un percorso mentale.
Una nuova abitudine.
I primi giorni sei un razzo.
“Questa volta cambio.”
“Da oggi mi alleno seriamente.”
“Voglio diventare più forte mentalmente.”
Poi passano i giorni.
La novità scompare.
Arriva una giornata difficile.
Una partita giocata male.
Una panchina.
Un allenamento nel quale non riesce niente.
La stanchezza.
E quella motivazione che sembrava inesauribile comincia a diminuire.
Fino a quando molli.
E magari pensi:
“Mi manca la motivazione.”
Non necessariamente.
Forse hai semplicemente spento i motori prima di superare la tua soglia.
La motivazione serve soprattutto all’inizio
Questo è uno degli errori che vedo spesso nello sport.
Aspettiamo di sentirci motivati per agire.
Ma la motivazione è variabile.
Ci saranno giorni nei quali avrai voglia di allenarti e giorni nei quali non ne avrai.
Giorni nei quali ti sentirai fortissimo e giorni nei quali dubiterai di te stesso.
Per questo il vero obiettivo non dovrebbe essere:
“Come faccio a essere sempre motivato?”
La domanda dovrebbe diventare:
“Come faccio a continuare abbastanza a lungo da trasformare lo sforzo in abitudine?”
Perché all’inizio devi ricordarti di fare qualcosa.
Poi inizi a farla automaticamente.
All’inizio devi convincerti.
Poi diventa parte della tua giornata.
All’inizio dici:
“Devo allenare la mente.”
A un certo punto inizi a pensare:
“Io mi alleno anche mentalmente.”
Sembra una piccola differenza.
In realtà cambia tutto.
La soglia che molti atleti non superano
Immagina due giocatori.
Entrambi decidono di lavorare sulla propria mentalità.
Il primo parte fortissimo.
Fa esercizi, visualizzazioni, respirazione, scrive obiettivi.
Dopo dieci giorni perde entusiasmo.
Dopo quindici salta qualche esercizio.
Dopo tre settimane smette.
Il secondo parte magari meno forte.
Cinque minuti al giorno.
Ma continua.
Anche quando non ne ha voglia.
Anche dopo una brutta partita.
Anche quando non vede ancora risultati evidenti.
Dopo un mese qualcosa comincia a cambiare.
Non deve più ricordarsi continuamente cosa fare.
La routine diventa familiare.
Le tecniche iniziano a comparire spontaneamente proprio nei momenti nei quali servono.
Prima di una partita respira.
Dopo un errore si resetta.
Quando arriva un pensiero negativo lo riconosce.
Quando sente pressione sa dove riportare l’attenzione.
Ha superato una soglia.
Non significa che da quel momento sarà tutto facile.
Significa che per continuare non avrà più bisogno della stessa quantità di motivazione necessaria per iniziare.
Ecco perché partire forte non basta
Nel mio lavoro con gli atleti ripeto spesso un concetto:
non mi interessa quanto forte parti.
Mi interessa quanto a lungo riesci a continuare.
Il talento può darti velocità.
La motivazione può accendere il motore.
Ma sono continuità, metodo e disciplina a permetterti di attraversare quella fase nella quale molti si fermano.
Ed è proprio lì che spesso avviene la differenza.
Quando l’entusiasmo iniziale finisce.
Quando nessuno ti applaude.
Quando il risultato non è ancora arrivato.
Quando devi continuare senza avere la certezza che funzionerà.
Quella è la tua atmosfera da attraversare.
Perché 100 giorni?
È anche uno dei motivi per cui ho costruito MB Performance intorno a un percorso di 100 giorni.
Non volevo creare qualcosa da guardare per qualche giorno mentre sei motivato.
Volevo costruire un percorso nel quale piccoli esercizi ripetuti nel tempo aiutassero l’atleta a trasformare strumenti mentali in comportamenti sempre più naturali.
Pochi minuti.
Ogni giorno.
Un passo alla volta.
Perché la crescita mentale raramente nasce da una giornata straordinaria.
Nasce da tante giornate apparentemente normali nelle quali hai deciso di non spegnere il motore troppo presto.
Quindi, la prossima volta che senti diminuire la motivazione, non chiederti subito:
“Perché sto mollando?”
Chiediti:
“E se fossi semplicemente vicino alla soglia che non ho mai superato?”
Continua.
Non serve accelerare sempre.
A volte serve soltanto non fermarsi.
Il Coach
Matteo Barberi | MB Performance











