Effetto a catena (ovvero: come trasformare una partita in un film drammatico… senza Oscar)

Scrivo queste semplici righe dopo aver visto, a un torneo di calcio, troppi genitori non sorridenti.
Sembravano cani bastonati 🐶
Delusi.
Arrabbiati.
Mortificati.
In pratica… in lutto.
Mancavano solo i fiori e la musica triste.

Ora, chiariamolo subito:
👉 sono convinto che tutti quei genitori amino i loro figli.
Ma… (c’è sempre un ma).

Ricordiamoci una cosina chiamata neuroni a specchio.
No, non sono un videogioco 🎮
Non puoi spegnerli.
Non puoi fare “mute”.

Se tu esprimi:

  • delusione
  • rabbia
  • frustrazione

anche senza parlare, con:

  • postura
  • sguardo
  • braccia conserte
  • micro-espressioni facciali (sì, bastano quelle 👀)

👉 tuo figlio lo sente
👉 lo percepisce
👉 e sai cosa pensa?

“È colpa mia.”

E qui parte l’effetto a catena 🔁
Tu mandi un messaggio
👉 tuo figlio lo assorbe
👉 se lo porta dentro
👉 te lo rimanda indietro con paura, blocco, tensione

E a quel punto…
tu diventi il messaggio.
Non le parole.
TU.

Quindi facciamo un patto semplice, semplice:

👉 Prima di arrivare al campo
lascia a casa:

  • il risultato
  • la classifica
  • il confronto con gli altri
  • il “doveva fare meglio”

Liberati dagli spettri del risultato 👻⚽

👉 Durante la partita
fai una cosa rivoluzionaria:
sii orgoglioso di tuo figlio.
A prescindere.

Perché tuo figlio non ha bisogno di un CT in tribuna.
Ha bisogno di un genitore che, anche quando sbaglia,
gli faccia sentire:
“Vai tranquillo. Io sono con te.”

E magari…
la prossima domenica
proviamo anche a sorridere 😄
Che fa bene allo sport.
E soprattutto ai figli.

Alla prossima
dal Coach Peo
(quello che ama il calcio vero…
e i genitori un po’ meno drammatici 😜⚽)

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here