Quando l’impegno non viene riconosciuto, nei giovani atleti possono nascere rabbia, frustrazione e senso di ingiustizia. Ma come possiamo insegnare il valore dell’impegno senza promettere che ogni sacrificio verrà immediatamente premiato?
Quando impegnarsi sembra non servire
Immagina questa situazione.
Tuo figlio partecipa a tutti gli allenamenti. Arriva puntuale, ascolta il mister, si impegna e cerca di migliorare.
Un suo compagno, invece, salta diversi allenamenti.
Arriva la domenica.
Il compagno gioca gran parte della partita. Tuo figlio rimane in panchina oppure entra soltanto per pochi minuti.
Durante il viaggio di ritorno arriva la domanda:
«Papà, perché io mi alleno sempre e lui, che non viene quasi mai, gioca più di me?»
È una domanda difficile.
E spesso, prima ancora di nostro figlio, siamo noi genitori a provare rabbia.
«Non è giusto!»
«Allora a cosa serve impegnarsi?»
«Che esempio sta dando l’allenatore?»
Ma attenzione: il modo in cui rispondiamo può influenzare il significato che nostro figlio attribuirà all’impegno e alle difficoltà.
Il senso di ingiustizia: cosa prova un ragazzo?
Quando un giovane atleta percepisce una disparità di trattamento può vivere diverse emozioni:
- Rabbia: «Non è giusto!»
- Frustrazione: «Mi impegno, ma non cambia niente.»
- Delusione: «Pensavo di meritare più spazio.»
- Sfiducia: «Allora allenarsi non serve.»
Il rischio è trasformare un evento in una convinzione personale.
Da «Oggi ho giocato meno» a «Il mister non crede in me», fino a «Non serve impegnarsi».
Ma non sono la stessa cosa.
Il primo è un fatto. Gli altri sono interpretazioni.
E non sempre conosciamo tutte le ragioni che hanno portato l’allenatore a compiere determinate scelte.
L’errore più comune: promettere una ricompensa
Quante volte diciamo ai nostri figli:
«Continua ad allenarti e vedrai che giocherai.»
«Chi si impegna viene sempre premiato.»
«Prima o poi il mister si accorgerà di te.»
Sono parole dette con le migliori intenzioni.
Ma contengono una promessa che non possiamo garantire.
L’impegno aumenta le possibilità di migliorare, ma non garantisce automaticamente minuti, convocazioni o riconoscimenti.
Se insegniamo a un ragazzo che ogni sacrificio deve essere ricompensato immediatamente, rischiamo di costruire una motivazione dipendente esclusivamente dal risultato.
E quando la ricompensa non arriva?
Potrebbe perdere la voglia di allenarsi.
Il nostro compito è aiutarlo a comprendere che l’impegno ha un valore anche quando il risultato desiderato tarda ad arrivare.
Il Metodo MB Performance: dall’ingiustizia all’azione
Nel mio lavoro di Mental Coach Sportivo parto sempre da un principio:
La consapevolezza precede il cambiamento.
Attraverso il Metodo MB Performance aiutiamo il ragazzo a compiere quattro passaggi:
- RICONOSCI: «Sono arrabbiato e deluso perché speravo di giocare di più.»
- DISTINGUI: «So che ho giocato meno, ma non conosco tutte le ragioni della scelta.»
- RIPORTA: «Non posso decidere il minutaggio, ma posso lavorare sulla mia preparazione e sul mio atteggiamento.»
- AGISCI: «Continuo ad allenarmi per migliorare e chiedo al mister su cosa posso lavorare.»
Non significa accettare qualsiasi decisione senza discuterla.
Significa imparare a riconoscere le emozioni e trasformarle in comportamenti utili, anziché reagire soltanto attraverso la rabbia.
Genitori: cosa possiamo rispondere?
Quando tuo figlio ti dice:
«Non è giusto, io mi alleno sempre e lui gioca più di me!»
Prova a rispondere:
«Capisco che tu sia arrabbiato. Ti sei impegnato tutta la settimana e speravi di giocare di più.
Non conosco tutte le ragioni delle scelte del mister, ma una cosa la so: il tuo impegno non perde valore perché oggi hai giocato poco.
Ti alleni per migliorare e diventare più preparato. Se vuoi capire come avere maggiori opportunità, possiamo trovare il modo di parlarne con il mister.»
Queste parole non negano la delusione.
Non giustificano automaticamente l’allenatore.
E soprattutto non promettono una ricompensa futura.
Aiutano il ragazzo a distinguere il proprio valore dal riconoscimento ricevuto.
E gli allenatori? La coerenza è fondamentale
Anche gli allenatori hanno una responsabilità educativa.
Non possiamo chiedere costanza, rispetto delle regole e impegno se poi i criteri con cui vengono offerte le opportunità risultano incomprensibili.
Le scelte tecniche sono legittime, ma nel settore giovanile dovrebbero essere accompagnate da comunicazione e obiettivi chiari.
Un ragazzo può accettare una decisione difficile più facilmente quando percepisce rispetto e comprende su cosa deve lavorare.
La disciplina si costruisce anche attraverso la coerenza degli adulti.
E quando una situazione si ripete nel tempo, un confronto sereno con la società può essere necessario.
Insegniamo ad amare l’impegno, non soltanto il premio
Se un ragazzo si allena soltanto per giocare domenica, ogni panchina rischia di diventare una sconfitta personale.
Se invece impara ad attribuire valore al miglioramento, all’apprendimento e alla propria crescita, potrà trovare nuove motivazioni anche quando il risultato non arriva.
Questo non significa rinunciare all’ambizione o accettare passivamente ogni situazione.
Significa costruire una motivazione che non dipenda esclusivamente dalle decisioni degli altri.
Perché l’impegno non si misura soltanto nei minuti giocati.
Si riconosce nelle competenze sviluppate, nelle difficoltà affrontate e nella persona che il ragazzo sta diventando.
L’impegno non garantisce sempre la ricompensa desiderata, ma può costruire le competenze necessarie per affrontare nuove opportunità.
E allora, caro genitore, vorrei lasciarti con una domanda:
«Stai insegnando a tuo figlio ad amare l’impegno o ad aspettarsi una ricompensa?»
Da Genitore a Coach: il cambiamento parte da noi
Aiutare nostro figlio a gestire ingiustizie, delusioni e aspettative è una competenza che anche noi genitori possiamo allenare.
Con il percorso online Da Genitore a Coach – MB Performance puoi imparare strategie pratiche per comunicare meglio, sostenere la fiducia e accompagnare tuo figlio nelle difficoltà dello sport.
PERCORSO ONLINE MB PERFORMANCE
Scopri il percorso Da Genitore a Coach
SCOPRI IL CORSO Vai alla pagina del percorso Da Genitore a Coach
Matteo Barberi
Mental Coach Sportivo
MB PERFORMANCE — Mente. Emozioni. Risultati.









