Il risultato è casuale, la prestazione no. La lezione di Zeman che ogni giovane atleta dovrebbe conoscere
Puoi giocare bene e perdere. Puoi giocare male e vincere. Ma se vuoi davvero crescere, devi imparare a distinguere ciò che puoi controllare da ciò che non dipende soltanto da te.
di Matteo Barberi – Mental Coach Sportivo
«Il risultato è casuale, la prestazione no.»
Questa frase, attribuita a Zdeněk Zeman, racchiude uno dei principi più importanti della preparazione mentale sportiva.
Naturalmente, il risultato non è soltanto frutto del caso. Ma il messaggio è chiaro: non sempre una buona prestazione produce una vittoria, così come non sempre una vittoria corrisponde a una buona prestazione.
Eppure, nello sport giovanile, continuiamo spesso a confondere le due cose.
Hai vinto. Ma hai davvero giocato bene?
Immagina un ragazzo che torna a casa dopo una partita vinta 4-0.
Tutti sono felici.
I genitori si complimentano. Il mister sorride. I ragazzi festeggiano.
Ma quel giovane atleta magari ha giocato con paura, ha evitato di assumersi responsabilità e ha rinunciato a provare alcune giocate per timore di sbagliare.
Ora immaginiamo la situazione opposta.
La sua squadra perde 2-1.
Ma lui ha giocato con coraggio, ha cercato soluzioni, ha recuperato palloni, ha comunicato con i compagni e ha continuato a partecipare anche dopo un errore.
In quale delle due partite è cresciuto maggiormente?
La risposta non è necessariamente quella che troviamo sul tabellone.
Perché il risultato ci dice come è terminata la gara.
La prestazione ci racconta molto di più su come l’abbiamo affrontata.
Il risultato non è completamente sotto il tuo controllo
Un giovane atleta non può controllare tutto.
Non può decidere quanto saranno forti gli avversari.
Non può garantire che un tiro diventi un gol.
Non può controllare ogni decisione arbitrale, ogni rimbalzo o ogni scelta del proprio allenatore.
Può però allenare alcuni comportamenti fondamentali:
- La preparazione e l’impegno.
- L’attenzione durante il gioco.
- La capacità di reagire dopo un errore.
- Il coraggio di prendere decisioni.
- La disponibilità a collaborare con i compagni.
Il vero obiettivo mentale è imparare a concentrarsi sul processo, senza diventare prigionieri del risultato.
Questo non significa che vincere non sia importante.
Significa comprendere che la vittoria è un obiettivo, mentre la prestazione è qualcosa su cui possiamo lavorare concretamente.
Cari genitori, non chiedete soltanto «Avete vinto?»
Quante volte, al termine della partita, la prima domanda è:
«Com’è finita?»
«Hai segnato?»
«Avete vinto?»
Sono domande comprensibili.
Ma proviamo ad aggiungerne altre.
«Di quale giocata sei soddisfatto?»
«Come hai reagito quando hai sbagliato?»
«Cosa hai imparato oggi?»
«Cosa vorresti migliorare nella prossima partita?»
Queste domande aiutano il ragazzo a osservare il proprio percorso, anziché misurare il proprio valore esclusivamente attraverso il punteggio.
Un figlio non deve sentirsi più bravo come persona quando vince e meno bravo quando perde.
Il risultato appartiene alla partita.
Il valore della persona va ben oltre.
Caro mister, valuta anche ciò che il tabellino non racconta
Un allenatore che guarda soltanto il risultato rischia di perdere informazioni preziose.
Un ragazzo che oggi ha sbagliato tre passaggi potrebbe aver finalmente trovato il coraggio di cercare una giocata che prima evitava.
Un altro potrebbe aver imparato a reagire dopo un errore senza nascondersi.
Un altro ancora potrebbe aver aiutato un compagno in difficoltà.
Sono segnali di crescita.
Non sempre portano immediatamente a una vittoria, ma contribuiscono allo sviluppo dell’atleta.
Allenare significa anche riconoscere i progressi che non finiscono nelle statistiche.
La domanda che può cambiare la mentalità di un atleta
Nel mio lavoro di Mental Coach Sportivo cerco di aiutare i ragazzi a spostare l’attenzione da una domanda:
«Quanto valgo se vinco o perdo?»
a un’altra, molto più utile:
«Cosa posso fare oggi per diventare un atleta migliore rispetto a ieri?»
È qui che inizia un percorso di crescita autentico.
Perché una sconfitta può contenere una grande prestazione.
Una vittoria può nascondere aspetti da migliorare.
E ogni partita, indipendentemente dal risultato, può diventare un’opportunità di apprendimento.
Ricorda questo
Il risultato racconta una giornata.
La prestazione racconta il tuo lavoro.
La continuità racconta chi stai diventando.
Non smettere di desiderare la vittoria.
Ma non permettere mai che sia soltanto il risultato a decidere quanto vali.
Perché il tuo futuro sportivo si costruisce soprattutto attraverso ciò che impari, alleni e migliori ogni giorno.
Matteo Barberi
Mental Coach Sportivo – MB Performance
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