Oggi mi sono fermato a riflettere. Dopo aver scritto, con tutto il cuore, il mio pensiero per Alessandro, mi sono concesso due minuti di pausa. Poi leggo di Federico, di un malore improvviso, di un’altra giovane vita che si spegne. Leggo di due genitori che se ne vanno, lasciando dei ragazzi soli ad affrontare il loro cammino.
Storie diverse. Famiglie diverse. Dolori immensi. Vite spezzate. Sogni interrotti. Abbracci che non potranno più esserci.
E mentre leggi, anche se quelle persone non le conosci, senti qualcosa dentro. Il cuore si stringe. Gli occhi si riempiono di lacrime. Per un istante il mondo sembra fermarsi. Poi appoggi il telefono, ti alzi e riprendi la tua giornata: il lavoro, gli impegni, le telefonate, le preoccupazioni.
E mi sono chiesto: ma tutto questo dolore che attraversa il mio cuore, cosa mi lascia?
Perché non possiamo commuoverci per un minuto e poi tornare a vivere come se nulla fosse. Non possiamo aprire il cuore davanti a una tragedia e richiuderlo appena la vita torna a chiederci attenzione.
NON CHIUDERE IL CUORE. LASCIALO APERTO. SEMPRE.
Lascia che quelle emozioni ti insegnino qualcosa. Che ti ricordino quanto è prezioso ciò che hai. Quanto è straordinario poter amare qualcuno. Quanto è meraviglioso poter tornare a casa e trovare una persona da abbracciare.
Oggi, quando torni a casa, stringi tuo figlio un po’ più forte. Abbraccia tua mamma, tuo papà, la persona che ami. Fai quella telefonata che continui a rimandare. Scrivi a quell’amico che non senti da tempo. Dì «ti voglio bene» senza aspettare un’occasione speciale. Chiedi scusa se devi chiedere scusa. Ringrazia chi ti è vicino.
E soprattutto, non avere paura di amare con tutta la forza che hai.
Perché siamo così occupati a rincorrere il domani che rischiamo di dimenticarci il privilegio di vivere oggi. A volte ci arrabbiamo per piccole cose. Ci lasciamo travolgere da problemi, aspettative, delusioni. Ci sembra di essere nelle sabbie mobili, senza riuscire a trovare una via d’uscita.
E non voglio dirti che la vita sia sempre bella, facile o giusta. Perché non lo è. Ci sono momenti in cui fa terribilmente male. Momenti in cui anche respirare sembra difficile.
Ma proprio in quei momenti vorrei che ricordassimo una cosa: finché possiamo amare, abbracciare, emozionarci, condividere, abbiamo ancora qualcosa di immensamente prezioso da vivere.
Se oggi hai qualcuno che ti ama, non darlo per scontato. Se hai qualcuno da chiamare, chiamalo. Se hai qualcuno da stringere, stringilo. Se puoi regalare un sorriso, regalalo. E se sei tu ad avere bisogno di un abbraccio, non aver paura di chiederlo.
Non dobbiamo aspettare che una tragedia ci ricordi il valore della vita. Non dobbiamo aspettare di perdere qualcuno per capire quanto fosse importante.
LA GRATITUDINE NON È ESSERE FELICI DI TUTTO QUELLO CHE ACCADE. È imparare a riconoscere il valore di ciò che abbiamo, anche quando attraversiamo momenti difficili. È sapere che non tutto è sotto il nostro controllo, ma che possiamo scegliere come vivere e amare nel tempo che ci è dato.
Oggi non voglio insegnare nulla a nessuno. Sono semplicemente un papà, un uomo, un coach che si è emozionato, che ha pianto leggendo queste storie e che si è fatto una promessa: voglio portare quelle emozioni nella mia vita. Non lasciarle dentro una notizia letta sul telefono.
Voglio amare di più. Ascoltare di più. Abbracciare di più. Essere più presente.
Perché alla fine, quando tutto il rumore delle nostre giornate si spegne, quello che rimane davvero non sono le cose che abbiamo fatto. Sono le persone che abbiamo amato e l’amore che abbiamo saputo donare.
E allora oggi ti chiedo una cosa. Quando finirai di leggere queste parole, non limitarti a mettere un cuore sotto questo post. Vai a regalarne uno vero a qualcuno. Un abbraccio. Una telefonata. Un gesto. Una parola. Fallo oggi.
Perché la vita non ci promette il domani. Ma oggi ci sta ancora regalando la possibilità di amare. E questo è già un dono immenso.
Con tutto il cuore. 💚 Coach Peo — MENTE. EMOZIONI. RISULTATI.











