Ci sono notizie davanti alle quali le parole sembrano tutte insufficienti. Le leggi, ti fermi, torni indietro. Diciotto anni. E fai fatica ad andare oltre.
La scomparsa di Alessandro Plozza, giovane portiere della Tiranese, è una di queste notizie. Una vita spezzata quando dovrebbe esserci ancora tutto il tempo: per crescere, per cambiare strada, per inseguire un sogno, per scoprire chi diventare.
Non ti conoscevo, Alessandro. Ma la notizia della tua morte mi ha colpito profondamente.
Ti scrivo da padre di un ragazzo che gioca a calcio e da professionista dello sport che ogni giorno affianca tanti giovani della tua età. Ragazzi che portano sul campo entusiasmo, paure, ambizioni, giornate belle e giornate difficili. Ragazzi che, prima di essere atleti, sono figli. Sono persone amate. Sono vite che stanno prendendo forma.
Quando accade qualcosa di così doloroso, penso anche ai gesti quotidiani di noi genitori: accompagnare un figlio all’allenamento, chiedergli come è andata, aspettare che rientri. Gesti abituali, dentro i quali abita un amore immenso.
Non pretendo di comprendere fino in fondo il dolore della tua famiglia. Posso soltanto fermarmi davanti a quel dolore, rispettarlo e far arrivare la mia vicinanza.
Prima del giocatore, c’è sempre un ragazzo
Passiamo tante ore a parlare di risultati, convocazioni, errori e prestazioni. Per chi vive lo sport, sono argomenti che riempiono le settimane e a volte occupano più spazio di quanto dovrebbero.
Poi una notizia come questa ci lascia in silenzio.
E sento ancora più forte quanto sia prezioso il tempo trascorso insieme ai nostri figli. Anche un viaggio in macchina. Anche una partita giocata male. Anche un pomeriggio nel quale avremmo voluto vederli più determinati e loro avevano semplicemente bisogno di sentirsi accolti.
Vorrei che noi adulti ce ne ricordassimo più spesso, quando siamo a bordo campo: davanti a noi ci sono ragazzi da accompagnare, da ascoltare, da amare.
Il loro valore viene prima di qualsiasi prestazione. E poter essere presenti mentre crescono è qualcosa di enorme.
Ai tuoi compagni: prendetevi il tempo che serve
Il mio pensiero va anche a chi con te ha condiviso gli allenamenti, lo spogliatoio, le attese prima di una partita. Non conosco i vostri ricordi e non voglio inventarli. Sono vostri, e proprio per questo sono preziosi.
A voi vorrei dire che non dovete trovare subito le parole giuste. Potete essere tristi, arrabbiati, disorientati. Potete parlarne con qualcuno di cui vi fidate o restare vicini anche senza sapere che cosa dire.
Essere una squadra, adesso, può voler dire questo: accorgersi di chi fa più fatica, cercarsi, non lasciare nessuno solo.
E poi, quando ve la sentirete, tornare a giocare.
Tornare in campo potrà essere anche un modo per portare Alessandro con voi. Nel ricordo di un momento condiviso, in un gesto dedicato a lui, nella cura con cui vi tratterete tra compagni.
Senza l’obbligo di vincere per lui. Senza dover dimostrare di essere forti a ogni costo. Il suo ricordo non ha bisogno di un risultato.
Potrete dedicargli una partita, una parata, un abbraccio di squadra. E se un giorno, correndo dietro al pallone, tornerà anche un sorriso, ci sarà spazio per quel sorriso insieme alla nostalgia.
Un abbraccio alla famiglia e alla comunità
Alla famiglia di Alessandro desidero rivolgere un abbraccio sincero e caloroso. Ai suoi amici, ai compagni, agli allenatori, alla Tiranese e a tutta la comunità di Tirano e Villa di Tirano, la mia più profonda vicinanza.
Spero che l’affetto di chi vi sta intorno possa farvi sentire accompagnati, oggi e nel tempo che verrà. Anche quando il rumore delle notizie si sarà spento e resterà il bisogno di una presenza, di una telefonata, di qualcuno accanto.
Ciao Alessandro.
Non ti conoscevo, ma oggi sento il bisogno di salutarti con rispetto e commozione. E di augurare ai ragazzi che hanno condiviso con te il campo di ritrovare, ciascuno con i propri tempi, la voglia di giocare e di stare insieme, custodendo anche il tuo ricordo.
Un pensiero a te. Un abbraccio a chi ti ama.
Matteo Barberi
Padre e Mental Coach sportivo
Foto di Alessandro Plozza: immagine pubblicata da Il Giorno. Fonte della notizia: La Provincia di Sondrio.











